Finalisti del Premio Nazionale Elio Pagliarani

Walter Pedullà

sezione premio: Premio alla carriera 2019 Vincitore

Gilda Policastro

sezione premio: Poesia edita 2015
opera: Inattuali
biografia: Collabora con riviste, supplementi e blog letterari, ha pubblicato saggi di critica, i romanzi Il farmaco e Sotto (Fandango 2010 e 2013), i libri di poesia La famiglia felice (d'if 2010), Antiprodigi e passi falsi (Transeuropa 2011), Non come vita (Aragno 2013) e l'e-book Inattuali (Transeuropa 2015)
descrizione catalografica: Inattuali / Gilda Policastro. - Massa : Transeuropa, 2015. - 40 p. ((E-book - Collana: Nuova poetica
presentazione poeta: «Inattuali» è tutto dentro al nostro cielo contemporaneo, fatto di una lingua che non è salvifica e non promette niente, che mischia e compone frammenti di discorso tratti dal quotidiano. In essi e portata da essi la ragazza Gilda governa il processo vitale e lancia al lettore la sua freccia precisa emozionandoci senza emozionarsi né autocommiserarsi.

Gilda Policastro

sezione premio: Poesia edita 2017
opera: Esercizi di vita pratica
biografia: è scrittrice e critica letteraria; ha pubblicato saggi su Dante, Leopardi, Manganelli, Sanguineti, Pasolini. Tra i romanzi Il farmaco (Fandango 2010); Sotto (Fandango 2013); Cella (Marsilio 2015); tra i libri di poesia Non come vita (Aragno 2013); Inattuali (Transeuropa 2016) e Esercizi di vita pratica (Prufrock spa 2017). Collabora con supplementi, riviste e blog letterari e dal 2017; è docente di poesia presso la scuola di scrittura Molly Bloom.
descrizione catalografica: Esercizi di vita pratica / Gilda Policastro. - Costa di Rovigo : Prufrock, 2017
presentazione poeta: Esercizi di vita pratica di Gilda Policastro, la cui fisionomia stilistica è ormai riconoscibile e riconosciuta nel fondale letterario attuale, entra nella compagine di finalisti della terza edizione del Premio Nazionale Elio Pagliarani a pieno titolo e con alcune originalità e maestrìe che consideriamo già paradigmatiche e per molti aspetti nel segno di Pagliarani.
Innanzitutto Esercizi di vita pratica è scrittura di identificazione e scompiglio, una fenomenologia della scrittura da ascolto, dove ogni voce fuori campo o di fondale è reperto arcaico sempre in s-concerto. Ricercando le condizioni che hanno determinato l'origine della scrittura ricordiamo quello che Elio Pagliarani scrisse: lo spirito umano ha più bisogno di piombo/ che di ali.
Un lavoro di collocazioni dunque, di spostamenti, pesi, frammenti che si discosta da ogni forma di manierismo ricercando e cogliendo i nessi della comunicazione distorta e piana del current reality intercettando ogni forma per conseguire il risultato periglioso e alieno di un'altra scrittura che da interferenza diviene riferimento. Il testo è stato quindi prescelto per questo contributo alla ricerca linguistica in primis, per aver congegnato ed elaborato un sistema complesso e già memorabile avvalendosi di tecniche e invenzioni, scarti, accostamenti e frizioni utilizzando i rumor, una mood babele, pezzi del puzzle ossessivo e socializzante e intercettandoli ai fini del risultato per escogitare forme linguistiche inedite. Per queste e per altre motivazioni che avranno modo e contesto d'essere analizzate salutiamo Esercizi di vita pratica di Gilda Policastro come un risultato della lingua italiana nuovo e atteso nel panorama attuale. Scrive Donna Haraway, filosofa americana, caposcuola della teoria del cyborg che donna e macchina appartengono alla realtà sociale quanto (o meglio come) alla finzione. Ogni scrittore dovrebbe essere un po' cyborg come in questa nuova pubblicazione di Gilda Policastro.

Jonida Prifti

sezione premio: Poesia inedita 2024
opera: A Squarciagola
presentazione poeta: A Squarciagola di Jonida Prifti è un inedito diario poetico di cui si apprezza la struttura articolata in stanze sonore a scandire il canto disturbante di io femminile che attraverso il corpo apre varchi nella memoria diffondendo in riverberi l’urlo di un’anima antica. Come in un parto, la resistenza del suono di parole nuove spinge una massa fluttuante a fuoriuscire, a creare, moltiplicando echi che provengono talvolta da forze ataviche. Una poesia che non si fida della parola scritta, della parola muta, e chiede alla voce di forzare il silenzio e stanare nell’abisso del vuoto e dell’invisibile l’inespresso per restituire frammenti di un’identità non unitaria, concepibile a strati, anche linguisticamente. L’ oscura eco di una filastrocca albanese rompe il dettato di una voce che non intende tra-durre né mescidare ma sviluppare attraverso il ritmo delle contrazioni e delle pulsazioni del corpo risonanze che dilatano il tempo e lo spazio dal passato al presente al futuro.

Siriana Sgavicchia

Jonida Prifti

sezione premio: Poesia edita 2025
opera: Sorelle di confine
presentazione poeta: Tutta l’aria di fisica indeterminazione che si avverte alla lettura di queste poesie  di  Ionida  Prifti  è  resa  attraverso  i  continui  cambi  dei  tagli  spaziali  e temporali  prodotti  non    tanto  dal  lavorio  dell’immaginazione  quanto  da  una capacità anche tecnica di registrazione della memoria dei sintomi, con i quali esclusivamente  Prifti  percepisce  la  realtà.  Di  continuo  si  assiste  ad  un procedimento  espressivo  di  corporalizzazione  del  verso  come  <<Domani  i sogni saprò mangiare /roteando nel palato, sai perché.>> ovvero l’attenzione alla  vicenda  sensoriale    dell’esperienza  delle  cose,  fino  a  una  specie  di pornoironia <<Botte, botte nell’orecchio discorrendo/ alla signora senza denti che  offre  pompe>>  come  a  sviluppare  una  gnoseologia  degli  organi.  Tutto sostiene  la  pratica  linguistica  di  una  corroborata  sintassi  nominale,  in  una paratassi senza requie, performativa, come nelle corde del più complessivo spirito artistico della Prifti. Ma lungo il disordine di un asciutto espressionismo c’è  il  plot  riconoscibile,  quasi  analitico,  nella  sua  necessità  anche drammatizzata con venature ora politiche ora metapoetiche. 

Roberto Milana 

Valentina Proietti Muzi

sezione premio: Poesia inedita 2023 Vincitore
opera: Carne
presentazione poeta: Pascal Rambert fa dire a uno dei personaggi della sua pièce “Prima”: “Il testo si insinua tra i nostri corpi.” Ed è questo che accade in “Carne”: il testo si insinua tra i corpi e diventa carne, materia che sanguina, denti, nervi, ossa, vertebre, vene, braccia, cosce, ombelico, vescica, un’anatomia dolorante, un dissezione di parti che cercano di unirsi, di riconoscersi in un corpo, e, allo stesso tempo, continuano a rivendicare ed esprimere una sofferenza propria, ognuna una propria pena, ognuna, però, non particella elementare ma nucleo costituente di un sistema che non produce più gli effetti cui è deputato. Con una lingua chirurgica, a volte pulviscolare, fratta anch’essa, dissecata come in un’autopsia sintattica, che si isola, si sincopa, si designifica a volte, schianta le regole, disubbidisce, a rappresentare l’impossibilità di unificare la materia, che sia quella delle parole o quella del corpo, l’autrice esprime una condizione umana che soccombe lentamente, in uno stillicidio esistenziale, in cui il corpo si dissolve e, con esso, la sua umanità.

Marilina Giaquinta