Finalisti del Premio Nazionale Elio Pagliarani
Michele Zaffarano
sezione premio: Poesia edita 2015
opera: La vita, la teoria e le buche
biografia: (1970) tra i suoi libri: Wunderkammer (in Prosa in prosa, Le Lettere 2009), Cinque testi tra cui gli alberi (più uno) (Benway Series 2013), Paragrafi sull'armonia (ikonaLíber 2014), Todestrieb (Arcipelago 2015), La vita, la teoria e le buche (Oèdipus 2015). Redattore di gammm.org e Nioques
descrizione catalografica: La vita, la teoria e le buche / Michele Zaffarano. - Salerno : Edizioni Oedipus, 2015
presentazione poeta: L'opera di Zaffarano ha una qualità sopra le altre: mentre mostra come il nostro linguaggio sia inadatto a parlare di lavoro, di classi, di economia, di potere - sfere della vita che allora smettono di appartenerci e intrattengono con noi un rapporto di trascendenza, di inesperibilità, cave come sono - lascia intravedere improvvisi riempimenti con cui il mondo acquista di nuovo forma e senso
Michele Zaffarano
sezione premio: Poesia edita 2017
opera: Power pose
biografia: è nato nel 1970. Ha pubblicato Wunderkammer (in Prosa in prosa, Le Lettere, 2009); cinque testi tra cui gli alberi (più uno) (Benway Series, 2013); Paragrafi sull’armonia (ikonaLíber, 2014); Todestrieb (Arcipelago, 2015); La vita, la teoria e le buche (Oèdipus, 2015). Redattore di «gammm.org» e «Nioques».
descrizione catalografica: Power pose / Michele Zaffarano. - Salerno : Il Verri, 2017. - 170 p. ((Rossa. Scrittura e invenzione
presentazione poeta: Poemetto che si declina in due diverse versioni, tipograficamente speculari e differenziate da lievi varianti morfo-lessicali, Power Pose di Michele Zaffarano mette in crisi – innanzi tutto – le ridondanze dei linguaggi regolativi.
Le posture di potere cui certa psicologia comportamentista vorrebbe indurci sono il pretesto per una manipolazione capace di registrare le falle della lingua globalizzata, che vive e langue nell’universo della traduzione automatica. Power Pose non si limita però a esibire il gelo di un’operazione concettuale, ma, forte di un corpo a corpo con il glitch (il frantume, diremmo) della parola, produce esiti di emozionante delirio, non solo demenziale.
Siamo quasi di fronte a un epos dello scialo semiotico.
Le posture di potere cui certa psicologia comportamentista vorrebbe indurci sono il pretesto per una manipolazione capace di registrare le falle della lingua globalizzata, che vive e langue nell’universo della traduzione automatica. Power Pose non si limita però a esibire il gelo di un’operazione concettuale, ma, forte di un corpo a corpo con il glitch (il frantume, diremmo) della parola, produce esiti di emozionante delirio, non solo demenziale.
Siamo quasi di fronte a un epos dello scialo semiotico.
Ade Zeno
sezione premio: Poesia inedita 2025
opera: La casa dell’ucciso
presentazione poeta: In trentasette quadri si dipana la cronaca poematica di una di quelle morti urbane in solitudine, ormai frequenti misteri condominiali archiviati socialmente in fretta. La struttura del testo ha un taglio descrittivo e l’evidente impronta prosastica svolge compiti iconografici, in quanto inquadra scene e dettagli su un piano sincronico e sotto una luce artificiale, come quella dei
rilievi. Un’indagine con gli strumenti della poesia. Una poesia di un alto naturalismo italiano senza le nostalgie crepuscolari e senza l’empatia sociale neorealista. Ade Zeno allarga filosoficamente lo sguardo con la nonchalance inquieta del giallista, evitando sempre da poeta il cinismo. Cambi di registro intorno a un piccolo mondo fantasmatico di testimonianza inquieta, umana e animale, cedono il passo a incursioni di sottosuolo dei mostri dell’inconscio sociale. Ma l’ironia sale e sorprende con una perizia linguistica palazzeschiana.
Roberto Milana
rilievi. Un’indagine con gli strumenti della poesia. Una poesia di un alto naturalismo italiano senza le nostalgie crepuscolari e senza l’empatia sociale neorealista. Ade Zeno allarga filosoficamente lo sguardo con la nonchalance inquieta del giallista, evitando sempre da poeta il cinismo. Cambi di registro intorno a un piccolo mondo fantasmatico di testimonianza inquieta, umana e animale, cedono il passo a incursioni di sottosuolo dei mostri dell’inconscio sociale. Ma l’ironia sale e sorprende con una perizia linguistica palazzeschiana.
Roberto Milana