Vasio Carla

carla vasio foto

sezione premio

Premio alla carriera 2018

biografia

Visse i primi anni di vita a Venezia che lasciò per Roma nel 1943 al seguito del padre partigiano e giornalista del Gazzettino. Studiò al liceo Mamiani e si laureò in storia della musica. Esponente della neoavanguardia (partecipò all'esperienza del Gruppo '63), dopo aver pubblicato un romanzo con l'editore Feltrinelli si è dedicata per anni all'arte, sostenendo l'astrattismo, e ha gestito la Libreria dell'Oca di Roma. Si è poi trasferita in Giappone, e da questo periodo ha iniziato a comporre haiku, di cui si è anche occupata come curatrice di raccolte. Ha vinto il Premio Feronia-Città di Fiano per la narrativa nel 1999.

presentazione poeta

Nel panorama della letteratura sperimentale del secondo Novecento, Carla Vasio occupa un posto di particolare rilievo: E non solo per la qualità dei testi a cui ha dato vita la sua costante ricerca e sperimentazione formale, o per la capacità di raccontare le storie più diverse di un mondo complesso e frammentato che le storie appunto aiutano a decifrare. Ma ciò che conquista della sua pratica della letteratura, della sua appassionata militanza nell’universo della parola rinnovata e sottratta ad ogni automatismo della fruizione, è la capacità continua di rinnovarsi, di rinnovare la propria scrittura e il proprio rapporto con i sistemi espressivi esperiti in quello scorcio di Novecento in cui il suo lavoro è nato, cresciuto, acquistato forza e significato. Carla Vasio scrittrice nasce nel clima febbrile dei Convegni del Gruppo 63, dove scopre la dimensione del testo come macchina celibe, che produce significati proprio in quanto conquista un’autonomia di funzionamento, in quanto esibisce le proprie dinamiche e le proprie strutture , come nel sorprendente, vertiginoso Orizzonte del 1966, ripubblicato recentemente da Polimata, o, ancora di più, nell’irriverente, giocoso Romanzo storico, del ’74, che essiccava la storia di un’epopea familiare in un albero genealogico, di fertile suggestione insieme ironica e di sapienza metaletteraria. Poi vennero altri scenari da gestire e interpretare con la scrittura: l’incontro col Giappone, momento fondamentale della biografia della scrittrice, con l’impatto con un mondo in cui il formalismo si carica di significati insieme etici ed estetici, metalinguistici, affilando la capacità di guardare indietro, alla cultura europea, insieme con acuta ironia e rinnovata capacità di comprensione. Ora, per Carla Vasio scrivere -oltre che l’impegno primario di una vita segnata dalla curiosità per il mondo, gli altri, le novità assedianti- diviene l’esercizio di un’etica della letteratura, che tende a ricostruire proprio nella pratica insieme rigorosa e raffinata della forma: così per lo studio e la scrittura della poesia Haiku. Cosi per le narrazioni (dove acquisisce un’eleganza, che è ahimé sempre più rara nel panorama contemporaneo). Tende a ricostruire l’efficacia del raccontare come tensione ad una rivendicazione dei valori morali, quelli che si possono riconoscere al fondo di vite difficili, drammaticamente ostinate, in una ricerca del senso dell’esistenza. Così via via, nella storia della scrittrice giapponese di fine Ottocento, Ichiyo Higuchi, prima poetessa nel giapponese moderno, o della veggente Viviana a cui la Vasio dedica un lungo racconto Invisibile, allusivo proprio alla possibilità della letteratura di parlare di ciò che non appare, di ciò che è impossibile raccontare. A questa prospettiva Carla Vasio va dedicando gli ultimi suoi esperimenti di scrittura: le brevi narrazioni del Tuono di mezzanotte (Nottetempo 2017), sono una prova suprema di capacità di raccontare in levare, peraltro strutturando i brevi racconti in una sapiente cornice. Ma Carla Vasio è anche una attenta testimone dei propri tempi. Due libri ne ripropongono questo ruolo. L’intervista a Goffredo Petrassi, esito di una educazione musicale che si consolida nella vicinanza al gruppo di Nuova Consonanza e la memoria ironica e appassionata insieme di Vita privata di una cultura, diario delle esperienze con gli scrittori e artisti della Neoavanguardia. Un percorso lungo, complesso, ricchissimo di esiti che lasciano un’impronta indelebile: una scrittrice che impersona quanto di più alto e importante è stato prodotto dal Novecento. Un invito a stare nella letteratura — ma più in generale nelle pratiche artistiche- con intelligenza e passione, con ironia e allegria insieme. Giorgio Patrizi