Coviello Michelangelo

coviello_foto

sezione premio

Poesia edita 2017

opera

La primavera fa ridere i polli

biografia

è nato ad Agropoli (SA) nel 1950 e vive a Milano. Ha pubblicato Casting (La vita felice, 2008); Cuore d'asfalto (Marco Tropea, 2000); Dee Jay’ (Edizioni d’If, 2005); News (Lietocolle, 2006); Inferno 28 (La vita felice, 2009); La primavera fa ridere i polli (il Verri, 2016). Come traduttore ha curato la versione italiana di Drafts and Fragments di Ezra Pound, uscita presso l'editore Guanda col titolo Prove e frammenti.

descrizione catalografica

La primavera fa ridere i polli / Michelangelo Coviello ; introduzione di Milli Graffi. - Milano : Edizioni del Verri, 2017. - 89 p. ; 20 cm ((Collana rossa ; 14

presentazione poeta

Michelangelo Coviello è stato forse l’autore più attivo e inventivo della generazione di mezzo, quella, assai critica invero, degli esordienti degli anni 70: fra i rarissimi non impaludati allora in un prospettiva sedicente-orfica o neovaticinante o semmai nuovamente rondista, dei sedotti insomma dalla falsa moneta di una marcia del gambero. Fin da quel tempo difficile, Coviello si è dimostrato capace, come pochi, di far tesoro della tradizione (e tensione) del nuovo, in modo tanto lucido quanto spregiudicato, e ricercando attivamente, e da vero militante della poesia, vie nuove per una parola messa in opera in un processo di comunicazione poetica il più possibile virale, restando al centro e mai tuttavia cedendo alle blandizie di alcun coro. Nel prosimetro della sua Primavera in anticlimax (che non può che far ridere i polli), blocchi ben temperati e sostenibili di stream of consciousness o meglio di mangiatoia di pensieri in flusso, retti su una implicita vena comico-sensuale e tradotti in piastrelle (elementi, o micro-monoliti) di un puzzle (pseudo)cognitivo, attivando/deludendo derive di narrazione concentratissima e subito dispersa, questi blocchi si ritmano e rispezzano per opera di un versicolare comico-popolaresco, quadrotti di ottave di ottonari, in un nonsensico basso, un delirante divagare (spesso irresistibilmente osceno), che esplicito va retrogradando sulla elementare, formulare grammatica dei cantari. La conflagrazione fra i codici della prosa e quelli della poesia (che da quasi due secoli detta le condizioni di un discorso poetico avanzato), diviene così una piccola espansiva scatola a sorpresa, pirotecnico-sonora, sul binario duplice e rescisso di questo e delirante e irresistibile ragionatorio.

coviello_copertina